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25-dicembre-2025
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A Natale vogliamo tutto gratis

Quest’anno, il Natale capitalista fa ancora più rumore. Le luminarie accecanti, le canzoni cliché e la performatività familiare obbligatoria sembrano una farsa surreale, stonate su uno sfondo mondiale di guerre, collasso climatico e spazi sociali sotto attacco.

Ma c’è un’altra possibilità. E i segni, per chi sa leggerli, iniziano ad allinearsi.

Guardiamo al cielo. Urano, il pianeta degli scossoni improvvisi e delle rivoluzioni, è già entrato in Gemelli – segno di cambiamenti improvvisi nel pensiero e connessioni sociali – portando con sé l’energia che ha acceso i recenti sommovimenti in Nepal. Ora è momentaneamente retrogrado in Toro, ma dal 2026 si stabilizzerà definitivamente in Gemelli, preparando il terreno a un decennio di grandi rivolgimenti sociali e culturali.

Contemporaneamente, Plutone – il pianeta della morte e rinascita, del potere sotterraneo – si è appena assestato in Acquario, segno di grandi trasformazioni tecnologiche e sociali. L’ultima volta che Plutone transitò in Acquario scoppiò la Rivoluzione Francese. Questi movimenti cosmici lenti, che plasmano intere epoche, indicano una stabilizzazione del processo di cambiamento: un mutamento climatico dell’anima del mondo

E qui entra in gioco il vero, antico significato di questa stagione. Prima di Babbo Natale, c'era Saturno (o Saturnalia), il dio del tempo. Il suo nome echeggia ancora nel “Saturday”, il sabato, che in origine babilonese (shapatu) era un dio del tempo terrorizzante e spaventoso, trasformato poi nella tradizione giudaica in shabbat, giorno di liberazione dal tempo di lavoro. È da questa radice dimenticata che dobbiamo ripartire.

Immaginiamo allora un Satur-Natale. Non un solo giorno, ma un lungo tempo liberato dal lavoro: dal 20 dicembre al 16 gennaio, una vacanza universalmente riconosciuta come il periodo per la cura di sè e di noi. Un mese in cui il freddo invernale, invece di essere un nemico, diventa un invito al raccoglimento e alla coccola collettiva. Un tempo per dedicarci alle nostre emozioni e a ciò che ci fa stare bene, senza ansia. Gennaio, oggi mese nero della depressione e del picco dei suicidi, diventerebbe uno spazio sacro di rallentamento biologico e cognitivo.

Perché questo sia possibile, però, serve la condizione materiale: la gratuità. La vera magia satur-natalizia non è un regalo impacchettato, ma l’abolizione del ricatto del prezzo sui 6 bisogni fondamentali: salute, casa, cibo, energia, trasporti, cultura. Il piano del Partito Capibara. Solo quando il laccio al collo che ci costringe a correre per sopravvivere sarà sciolto, potremo davvero rallentare.

In un mondo così, l’improduttività cesserà di essere un peccato e diventerà il ritmo naturale di una nuova vita “mammiferante”. L’inverno, con le sue giornate buie, tornerà a splendere di una luce interna: quella del tempo riconquistato, passato con lentezza insieme alle persone care. E non si tratta di un sogno. È la prossima tappa del nostro cammino politico. I cieli si muovono. La storia trema. E noi, sotto le luci artificiali di questo Natale striminzito fra troppe poche giornate di vacanza, iniziamo a desiderare l’unico vero dono: tutto, gratis. Per poter finalmente riposare, e prepararci al nuovo mondo che sta nascendo.

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