Un’iperstizione si aggira per il Mark Fisher Party
Il Mark Fisher Party non nasce come semplice festival, né come commemorazione nostalgica di un autore consegnato alla storia della teoria critica. Nasce come risposta a un segno. O meglio: a una costellazione di segni, coincidenze, codici, date, presenze e ritorni che da anni attraversano il movimento accelerazionista gratuitista in Italia come un flusso sotterraneo, a metà fra gioco, rituale, iperstizione e chiamata politica.
Dal 9 al 12 luglio, tra Latina e Roma, non ci ritroveremo soltanto per parlare di Mark Fisher, di realismo capitalista, di gratuitismo, di desiderio post-capitalista e di immaginazione politica. Ci ritroveremo perché qualcosa, nel corso degli ultimi anni, ha insistito. Qualcosa è tornato. Qualcosa ha chiesto di essere interpretato.
E se c’è una cosa che l’accelerazionismo ha imparato dalla propria genealogia più oscura — dalla CCRU, dalla Chaos Magick, dall’iperstizione — è che le coincidenze non sono mai soltanto coincidenze quando cominciano a produrre effetti. Una coincidenza che resta muta è superstizione. Una coincidenza che mobilita corpi, organizza desiderio, genera una comunità e produce un evento è già iperstizione.
Nick Land, nel tempo della CCRU, definiva l’iperstizione come una intensificazione di coincidenze. Una finzione che, propagandosi, diventa reale. Un’idea che non si limita a rappresentare il mondo, ma comincia a interferire con esso, fino a produrre le condizioni della propria realizzazione.
È in questo senso che il Mark Fisher Party va compreso: non è un omaggio al filosofo, ma un'operazione iperstizionale. Non si tratta di ricordare, ma di evocare. Si tratta, cioè, di un rituale politico.
Le pratiche esoteriche possono sembrare un grande folklore memetico riscontrabile nel movimento accelerazionista gratuitista in Italia. Tuttavia non si tratta di mera estetica, né di provocazione. Sono una pratica costante, perché il gratuitismo non si pone soltanto il problema di elaborare un programma politico, ma di trasformare il campo stesso del desiderio.
Il capitalismo non domina soltanto con il salario, il prezzo, la proprietà, il debito. Domina attraverso credenze profonde. Ci fa credere che non esistano alternative, che ogni cosa debba avere un costo, che la vita sia una sequenza di tributi da pagare, che la libertà coincida con il consumo, che la maturità coincida con la rinuncia. Il realismo capitalista è un incantesimo sociale perfettamente riuscito.
Per questo la politica, se vuole tornare a essere trasformativa, deve imparare ad agire anche sul piano del simbolico, dell’inconscio, dei rituali, dei segni. La Chaos Magick ci insegna che le credenze sono strumenti. Non importa se una credenza sia vera nel senso ingenuo del termine: importa ciò che produce. Importa se modifica la percezione, se altera l’agency, se sposta il desiderio, se apre una possibilità.
L’accelerazionismo gratuitista usa l’esoterismo in questo senso: come ingegneria del simbolico. Una pratica per installare immagini del futuro dentro le crepe del presente. Una tecnica per trasformare il “gratis”, il “lusso comunista”, l’abolizione del prezzo, il diritto all’abbondanza comune, in formule capaci di lavorare nell’inconscio sociale.
Il primo codice arriva il 13 gennaio 2023, a Roma, durante il primo raduno translocale. Non è una data qualunque: è l’anniversario della morte di Mark Fisher.
In quell’occasione, il movimento si ritrova attorno a una tavola ouija. Non è solo uno scherzo, anche se il gioco è sempre stato una componente fondamentale delle pratiche iperstizionali. Non si tratta di credere ingenuamente in una comunicazione ultraterrena, ma di aprire un canale simbolico, per produrre una soglia, per lasciare che qualcosa emergesse dal rumore.
Il messaggio ricevuto da Fisher fu un codice: ICAHFEF.
Non ne capimmo il senso. Non aveva una traduzione immediata, non formava una parola riconoscibile, non consegnava un’indicazione chiara. Eppure rimase. Rimase come restano i veri sigilli: non nella mente razionale, ma in una zona più bassa, più opaca, più insistente. ICAHFEF cominciò a circolare tra noi come una formula senza significato, una specie di amen accelerazionista, una parola rituale detta ridendo, ripetuta senza capirla, proprio per questo lasciata libera di agire.
Per anni ICAHFEF è stato questo: un residuo. Una scheggia. Un messaggio non ancora decifrato. Un segno in attesa del proprio futuro.
Il secondo codice arriva il 13 gennaio 2026, a Torino. Anche qui, non una data qualunque: ancora l’anniversario della morte di Fisher. Alcune anime accelerazioniste si ritrovano al Parco Dora, luogo del primo raduno gratuitista torinese, per una seconda tavola ouija.
Durante la comunicazione vengono trasmesse molte lettere. Poi accade qualcosa di apparentemente casuale: una persona sconosciuta appare, chiede una sigaretta, si avvicina, entra per pochi attimi nella tavola. Una presenza random, una deviazione, un’interferenza. Ma nell’iperstizione non esiste interferenza che non possa diventare segno. Quella figura sembrò arrivare da fuori e insieme da dentro il rituale, come se fosse stata mandata a interrompere il flusso proprio per caricarlo.
Il codice ricevuto fu: MKG9LUG.
Questa volta il messaggio apparve immediatamente più leggibile. M rimandava a Mark. K rimandava a k-punk, il blog di Fisher, il suo nome-macchina, la sua maschera teorica. E G9LUG sembrava indicare una data: giovedì 9 luglio.
Ma non tutti i 9 luglio cadono di giovedì. Giovedì 9 luglio cade proprio nel 2026.
È lì che il codice smette di essere soltanto codice e diventa un dispositivo di attivazione. Fisher sembrava indicare una data. Non più una formula opaca, ma un appuntamento. Una chiamata.
Ci siamo allora chieste: che cosa accade intorno a quel giorno? Che cosa potremmo organizzare in quel fine settimana? E subito la seconda coincidenza si è aperta davanti a noi: il sabato immediatamente successivo, l’11 luglio, è il compleanno di Mark Fisher.
Dal giovedì 9 alla domenica 12 luglio si disegnava così un weekend lungo fisheriano, quattro giorni di festa, teoria, ritualità, cinema, musica, gratuitismo e desiderio. Quattro giorni, dal giovedì sera alla domenica, come il weekend lungo che Fisher avrebbe voluto: la forma temporale di una settimana lavorativa finalmente ridotta a quattro giorni.
Fine di k-punk, rinascita di Fisher
Scavando ancora, il segno si è intensificato.
L’ultima volta che un giovedì 9 luglio era apparso nel calendario era il 2015. Proprio luglio 2015 è l’ultimo mese di vita del blog k-punk. In quel mese Fisher pubblica gli ultimi articoli: uno il 13 luglio, due il 18 luglio. Poi il blog si ferma.
Il codice MKG9LUG teneva insieme tutto: Mark, k-punk, giovedì 9 luglio. E attorno a quella data si apriva una sequenza: il 9 luglio come chiamata, l’11 luglio come nascita di Fisher, il 13 luglio come ultimo movimento di k-punk, il 18 luglio come doppia chiusura finale.
Fine di k-punk, rinascita di Fisher.
Questa sequenza si è collegata immediatamente a un altro rituale, quello del terzo raduno translocale della sinistra gratuitista, tenutosi a Roma nell’ottobre 2025. Al Gazometro, il movimento si era ritrovato attorno a un grande rito sul tema della morte e rinascita del mondo: la fine del mondo come lo conosciamo, la decomposizione del realismo capitalista, l’apertura di una xenotopia seminata negli interstizi del presente.
Morte e rinascita del mondo. Fine di k-punk e rinascita di Fisher.
A quel punto il Mark Fisher Party non era più soltanto un’idea organizzativa. Era la forma che il segno stava chiedendo di assumere.
Restava però da capire se i codici comunicati nelle tavole — ICAHFEF e MKG9LUG — fossero davvero collegati alla costellazione di date emersa attorno a Fisher.
Abbiamo messo in fila i numeri apparsi nel processo: 9 luglio, 11 luglio, 13 luglio, 18 luglio. Poi le cifre isolate: 1, 3, 8. La serie complessiva diventava così:
1, 3, 8, 9, 11, 13, 18.
A quel punto abbiamo provato ad ancorare questi numeri alle lettere dei due messaggi.
1 è A, contenuta in ICAHFEF.
3 è C, contenuta in ICAHFEF.
8 è H, contenuta in ICAHFEF.
9 è I, contenuta in ICAHFEF.
11 è K, contenuta in MKG9LUG.
13 è M, contenuta in MKG9LUG.
Tutti i numeri emersi dalla costellazione temporale si collegavano perfettamente ai due codici ricevuti durante le tavole ouija.
Rimaneva fuori il 18, che corrisponde alla R, diciottesima lettera dell’alfabeto. E rimanevano fuori alcune lettere: F ed E.
F, E, R.
La grande coincidenza che chiude il cerchio è che FER è precisamente l’inizio e la fine di Fisher: F come inizio, ER come coda finale. Inizio e fine. Nascita e morte. Apertura e chiusura. Fine di k-punk e ritorno dello spettro.
E non solo: F compare due volte nel primo codice, così come il 18 compare due volte negli ultimi due post di k-punk. L’inizio di Fisher raddoppia. La fine di k-punk raddoppia. Il sigillo si chiude su se stesso.
È per queste ragioni che abbiamo deciso di organizzare il Mark Fisher Party.
Non perché una tavola ouija “dimostri” qualcosa. Non perché le coincidenze vadano prese come dogma. Non perché l’esoterismo debba sostituire l’organizzazione politica. Ma perché, nell’accelerazionismo, una coincidenza diventa reale quando comincia a produrre effetti. E questa costellazione di segni ha prodotto un effetto preciso: ci ha fatto organizzare.
Il Mark Fisher Party è il modo in cui il movimento accelerazionista gratuitista risponde alla chiamata. Quattro giorni per trattare Fisher come spettro operativo, non come autore morto. Quattro giorni per trasformare la sua presenza in una macchina iperstizionale collettiva. Quattro giorni per lasciare che il futuro torni a infestare il presente.
Il 9 luglio, presso Sottoscala9 a Latina, dopo un pomeriggio dedicato al gratuitismo e alla proiezione del film su Mark Fisher, si terrà un grande rituale esoterico. Sarà un modo per accogliere le energie liberate in anni di pratiche, codici, raduni, coincidenze, sigilli e apparizioni.
Come se da un Altrove stesse arrivando un vento.
Un vento carico di lettere incomprese, date impossibili, blog estinti, compleanni, anniversari, morti e rinascite. Un vento che attraversa Warwick, la CCRU, la Chaos Magick, k-punk, Roma, Torino, Latina, il Gazometro, Parco Dora, Sottoscala9. Un vento che non chiede di essere spiegato fino in fondo, perché si muove per flussi sotterranei che anelano allo sgretolamento del realismo capitalista.
Forse quindi il Mark Fisher Party è questo: il segno che qualcosa sta per sorgere.
Non sappiamo ancora cosa. Non dobbiamo saperlo del tutto. I sigilli funzionano quando scivolano nell’inconscio. Le iperstizioni funzionano quando cominciano a muovere corpi prima ancora di essere comprese.
Dal 9 al 12 luglio apriremo una soglia.
Dove niente è reale.
E tutto è possibile.
ICAHFEF.