Dall’11 al 20 settembre cinque tappe tra Livorno, Massa, Firenze, La Spezia e Genova per conoscere il gratuitismo, il Partito Capibara e il sogno di una vita libera dal ricatto del lavoro.
«Dobbiamo radunare ciò che è sparso». È da queste parole che prende forma il primo tour gratuitista tra Toscana e Liguria: un viaggio che dall’11 al 20 settembre attraverserà cinque città, alternando momenti di presentazione pubblica, approfondimenti e veri e propri “cerchi gratuitisti”, ovvero incontri aperti situati nei parchi pubblici e pensati prima di tutto per permettere alle persone di conoscersi.
L’idea di fondo parte da una constatazione: sono tantissime le persone che, pur non conoscendosi tra loro, condividono il sogno di una società postlavorista e gratuitista. “Radunare ciò che è sparso” significa allora provare a mettere in relazione queste persone, trasformando un insieme di desideri, sensazioni e insoddisfazioni isolate in una comunità capace di unire le proprie forze.
Tra i principali riferimenti teorici del gratuitismo c’è Mark Fisher, autore di Realismo capitalista, il pensatore britannico che ha contribuito a rendere celebre l’idea secondo cui sembra ormai «più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo». Il problema posto da Fisher riguarda la progressiva difficoltà di immaginare qualcosa di radicalmente diverso dall’esistente. È proprio contro questa rassegnazione che il gratuitismo prova a muoversi: tornare a considerare l’immaginazione politica non come evasione dalla realtà, ma come uno degli strumenti attraverso cui la realtà può essere trasformata.
Il gratuitismo si presenta come una filosofia politica fondata sulla gratuità incondizionata di sei bisogni fondamentali dell’esistenza: casa, utenze, cibo, trasporti, salute e istruzione. Nell’epoca dell’abbondanza tecnologica e di una capacità produttiva senza precedenti, la domanda posta è semplice: cosa succederebbe se tutta questa ricchezza fosse messa al servizio del bene comune?
Da questo principio discendono proposte più ampie: la riduzione della settimana lavorativa a 24 ore, un salario minimo di 1.560 euro, un reddito universale di 500 €, un servizio di trasporto pubblico automatizzato in grado di eliminare il bisogno dell'automobile, così come la riforestazione delle città spirandosi alla corrente Solarpunk e una piena democratizzazione di tutte le istituzioni sociali. Fino alla proposta di riscrivere il primo articolo della Costituzione: «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla cura».
È proprio dal pensiero gratuitista che nasce il Partito Capibara, progetto politico che guarda anche alle elezioni del 2027 ma che pone un obiettivo che supera la dimensione elettorale: trasformare il senso comune. L’ambizione è mostrare che molte condizioni considerate inevitabili — il tempo dedicato al lavoro, l’accesso alla casa, la dipendenza dal reddito per soddisfare bisogni essenziali — sono in realtà il risultato di precise organizzazioni sociali e possono quindi essere ripensate.
In questo senso il tour ha l'obiettivo di diffondere quella che nella filosofia gratuitista è chiamata “iperstizione”: un’idea così desiderabile che, per il semplice fatto di circolare, contribuisce alla sua stessa realizzazione. L’utopia smette così di essere soltanto un futuro immaginato quando abbastanza persone cominciano a incontrarsi, riconoscersi e costruire concretamente le condizioni per renderla possibile.
È questo soprattutto il senso dei cerchi gratuitisti previsti nelle date di Livorno e Genova: incontri al parco in cui persone che spesso non si sono mai viste prima possono sedersi insieme, presentarsi, incontrarsi, parlare delle proprie esperienze e capire che cosa sia possibile costruire in comune. Una forma volutamente semplice: prima ancora delle strutture, delle sigle e delle organizzazioni, partire dall’incontro.
Il tour toccherà:
Cinque tappe diverse, dunque, ma attraversate dalla stessa domanda: che cosa accade quando persone sparse, accomunate dalla convinzione che un’altra organizzazione della vita sia possibile, cominciano finalmente a incontrarsi?
Il primo tour gratuitista nasce per provare a scoprirlo.