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10-agosto-2026
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Come funziona la patrimoniale del Partito Capibara

Mentre la sinistra tradizionale si accontenta di briciole per quieto vivere, il Partito Capibara propone una patrimoniale che non è una tassa, ma una falce: ecco come funziona il tetto massimo e perché potrebbe cambiare tutto.

Viviamo nell’epoca del realismo capitalista. Come ci insegnava Mark Fisher, l’orizzonte del pensiero politico odierno è stretto nella morsa di un dogma ferreo: ciò che è possibile è solo ciò che il capitale concede. Ogni proposta di redistribuzione della ricchezza, prima ancora di essere dibattuta, viene inibita dall’idea che "non sia possibile".

È per questo che la sinistra tradizionale si arrampica su patrimoniali dell’1 o del 2%, come quella recentemente rilanciata da un'iniziativa di legge popolare o proposta oltre 10 anni fa dal celebre economista Thomas Piketty. Un gesto timido, quasi una carezza per i grandi miliardari, che guardano i loro patrimoni crescere al 4 o 5% annuo e nemmeno se ne accorgono. Da queste imposizioni deriverebbero gettiti fiscali dell'ordine di 30 o 40 miliardi all'anno. Certo, permetterebbero di rattoppare il welfare, di garantire qualche servizio in più, ma sicuramente non di cambiare la società. Servirebbero a rallentare l’emorragia, non a fermarla.

Il Partito Capibara rompe questo incantesimo. Lungi dal proporre una semplice riforma, la sua è una rivoluzione fiscale. E lo fa con una cifra che è già un manifesto politico: 6,66 milioni di euro.
 

La regola del tetto massimo


La proposta del Partito Capibara è spiazzante nella sua semplicità: patrimoniale al 100% su tutta la ricchezza personale che supera la soglia di 6,66 milioni di euro.

Come si può intuire, questa non è la classica patrimoniale che colpisce chiunque, dal piccolo imprenditore al professionista. È un’imposta pensata per fotografare e ridisegnare la piramide sociale:

  1. Aliquota dello 0% fino a 6,66 milioni: oltre il 99,5% della popolazione italiana sarà completamente esclusa da questa imposta. Il risparmiatore medio, la pensionata con la casa di proprietà, lə professionista affermatə: nessunə di loro pagherà un centesimo.
     
  2. Aliquota del 100% oltre i 6,66 milioni: oltre quella soglia, ogni euro accumulato viene restituito alla collettività.


Il tetto è individuale, non familiare. Questo significa che una famiglia di 4 persone potrà possedere fino a 26,4 milioni di euro senza essere sfiorata da questa imposta. Si parla di cifre che permettono una vita estremamente lussuosa, ma che non hanno nulla a che vedere con l’accumulazione oscena dei grandi patrimoni. Non si colpisce la classe media, né la "classe ricca". Si colpisce il ricchissimo.
 

L’effetto Ferrero: restituire il 99,999%


Per capire la portata di questa misura, basta fare un nome: Ferrero. Secondo le stime, il signor Ferrero possiede un patrimonio personale di circa 50 miliardi di euro. Con la patrimoniale del Partito Capibara, la cifra che dovrebbe versare allo Stato è sconcertante: 49 miliardi e 994 milioni di euro.

In pratica, il 99,9999% del suo patrimonio verrebbe ridistribuito. Gli rimarrebbero "solo" 6,66 milioni di euro, una cifra che per chiunque altro rappresenta la ricchezza di una vita estremamente lussuosa, ma che per lui significa uscire dalla lista dei paperoni del pianeta.

E attenzione a un dettaglio cruciale: l’imposta colpisce il patrimonio personale, non quello aziendale. Le aziende, i capannoni, i macchinari, i posti di lavoro rimangono intatti. L’imposta non blocca l’economia reale; blocca l’accumulazione parassitaria della ricchezza nelle mani di pochi.
 

I numeri (da capogiro) del gettito


Qui il discorso si fa serio. Mentre una patrimoniale "morbida" dell’1% porta a casa 30-40 miliardi, la proposta del Capibara sposta cifre di un altro ordine di grandezza.

Prendiamo i dati del Boston Consulting Group (novembre 2024). In Italia 457.000 milionari, meno dell'1% più ricco della popolazione, possiedono 2.914 miliardi, pari al 47% di tutta la ricchezza finanziaria nazionale aggregata.

Ma è quando si guarda alla fascia altissima che la prospettiva cambia radicalmente. Fra questi milionari, ci sono 2.300 individui che posseggono almeno 100 milioni di euro a testa.

Considerando che la ricchezza nazionale aggregata complessiva, comprensiva di ricchezza finanziaria e ricchezza immobiliare insieme, è pari a 14.000 miliardi, è possibile calcolare l'impatto della riforma fiscale. Applicando il tetto di 6,66 milioni su tutto il patrimonio nazionale, l’imposta del Partito Capibara andrebbe a redistribuire il 35% della ricchezza complessiva del Paese. Tradotto in numeri: quasi 5.000 miliardi di euro di gettito.
 

Accelerazionismo fiscale e "Welfare Gratuitista"


Il Partito Capibara definisce questa imposta come "accelerazionista". Non si tratta di un prelievo annuale per alimentare la macchina statale così com’è, né di intervenire marginalmente sull'esistente. L'obiettivo è agire in modo estremo, una-tantum, in modo radicale. L'orizzonte politico ambisce ad un prelievo politico, una volta per tutte, della ricchezza accumulata nei secoli (e nelle decadi di neoliberismo) per ridistribuirla immediatamente.

Questo colpo di falce fiscale non serve a tappare i buchi di bilancio. Serve come principale fonte di finanziamento per un nuovo patto sociale: il passaggio a un welfare gratuitista.

Con un intervento che mira a redistribuire oltre un terzo della ricchezza nazionale aggregata, il Partito Capibara intende garantire a ogni cittadinə i 6 bisogni fondamentali dell’esistenza in modo universale e gratuito:

  1. Casa
  2. Utenze
  3. Cibo
  4. Trasporti
  5. Sanità
  6. Istruzione
     

Conclusione


La patrimoniale del Partito Capibara non è una proposta economica come le altre. È una falce che ambisce a mietere l'abbondanza da restituire al popolo. Mentre la sinistra moderata gioca a fare i conti con il bilancino per non spaventare i mercati, il Partito Capibara pone una domanda fondamentale: è giusto che una persona possa possedere più di una cifra demoniaca, 6,66 milioni di patrimonio personale, mentre intere generazioni faticano a sopravvivere e soffrono di un'esistenza soggiogata dal lavoro?

Con il suo tetto di 6,66 milioni, la proposta restituisce centralità al concetto di limite. Ecco perché fa paura a chi ha tanto. Ed ecco perché, forse, è l’unica vera proposta di sinistra che abbiamo sentito negli ultimi trent’anni.

 

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