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03-marzo-2026
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Il Partito Capibara: Un Piano Folle per il Futuro

Immagina una società dove casa, bollette, trasporti, cibo, sanità e istruzione sono gratuiti. Dove la settimana lavorativa è dimezzata e un reddito universale ti permette di vivere senza ansia. Dove il tempo libero non è un privilegio, ma la norma. E dove, in ogni quartiere, ci sono terme pubbliche per chillare come fanno i capibara nelle pozze d’acqua.

Sembra un’utopia? Forse. Ma se il realismo capitalista ha spostato l’asticella del pensabile, perché non possiamo farlo anche noi con un programma che appare, a tutti gli effetti, 

un paradiso?

Ecco il piano del Partito Capibara.
 

Un Partito Memetico e Iperstizionale

Il Partito Capibara non è un partito normale. È l’atto di irruzione di un’idea nella realtà. È un’iperstizione che inietta nel senso comune l’idea che un’altra società sia possibile

Il nostro messaggio è semplice: viviamo già nell’abbondanza. Abbiamo le risorse per garantire a tuttɜ una vita libera, ma sono concentrate nelle mani di pochi. La tecnologia già ora potrebbe liberarci dal lavoro superfluo, eppure siamo ancora incatenatɜ alla logica del dover lavorare come se fosse un destino biologico.

Noi proponiamo una rivoluzione dello stile di vita: la "mammiferanza". Avere il tempo per dormire, giocare, stare insieme, prenderci cura di noi e dedicarci a ciò che ci fa stare bene, senza fretta. Una società costruita sui principi del gratuitismo, dove il diritto a una vita bella è garantito incondizionatamente. Siamo mammiferi, non macchine. Eppure ci hanno convinto che la sofferenza e la produttività infinita siano l’unica via.

Il Partito Capibara è un’arma memetica per risvegliare le coscienze. Il nostro obiettivo è triggerare l’immaginario collettivo, mostrando che un mondo diverso non è solo possibile, ma alla nostra portata.

La nostra missione è lanciare una gigantesca operazione di propaganda decentrata:

  1. Raccogliere 120.000 firme per presentarci alle elezioni.
     
  2. Sfruttare la piattaforma elettorale come un megafono per rivelare al mondo che viviamo nell’abbondanza.
     
  3. Spostare la finestra di Overton fino a fare della gratuità dei bisogni comuni un nuovo senso comune.

Vogliamo diffondere un’iperstizione, ovvero un’idea sufficientemente forte da trasformarsi in realtà. Del resto, come ha affermato Mark Fisher, la stessa coscienza di classe consiste in un meccanismo iperstizionale, un processo di autosuggestione e autocredenza collettiva che innesca una serie di conseguenze che portano alla trasformazione della realtà. Da questo punto di vista, la nostra è una militanza di tipo profetico: la nostra missione è propagandare l’utopia ovunque, rivelando l’abbondanza che è intorno a noi e annunciando la venuta del futuro gratuitista.
 

Un Programma Progettato nei Minimi Dettagli

I tre pilastri di rivendicazioni del Partito Capibara sono ispirati a una visione gratuitista, postlavorista e accelerazionista: riduzione della settimana lavorativa a 24 ore — dal lunedì al giovedì, 6 ore al giorno — per un salario minimo di € 1.560 mensili; istituzione di un welfare gratuitista che garantisca la piena gratuità dei 6 bisogni fondamentali — casa, bollette, cibo, trasporti, sanità, istruzione — e istituzione di un reddito di base universale di € 500 al mese, ancorato al tasso di automazione. Il combinato disposto di questi 3 pilastri libererà il tempo delle nostre vite dalle catene del prezzo e del lavoro, permettendoci di compiere un salto di specie, un passo avanti nell’evoluzione: un futuro in cui godremo finalmente dell’abbondanza comune che la nostra società ha generato.

Un paradiso, certo, ma che senso avrebbe rivendicarlo se non sapessimo come si realizza? I populismi di ieri e oggi fanno leva sulla pancia delle persone per arrampicarsi al potere, salvo tradire ogni promessa non appena varcano la soglia delle istituzioni. Noi non siamo loro. Noi vogliamo realizzare per davvero il futuro che desideriamo.

Per questo il programma del Partito Capibara non è un'utopia fumosa, ma una pianificazione tecnica dettagliata, costruita collettivamente attraverso le REPA — Reti di Progettazione Aperte: tavoli di lavoro open source dove esperte, tecnici, militanti e semplici sognatori trasformano l'immaginazione radicale in architetture normative concrete.

Nelle REPA non scriviamo solo le leggi di riforma: scriviamo i decreti attuativi, calcoliamo i costi, analizziamo gli scenari, progettiamo la transizione. Perché il realismo capitalista si squarcia non solo evocando un'alternativa, ma dimostrando, numeri alla mano, che è già possibile.

Dal Servizio Universale alla Salute alla settimana lavorativa di 24 ore, dalla distribuzione della ricchezza immobiliare al superamento del sistema carcerario, dalla transizione ecologica al reddito universale: ogni nostra proposta è corredata da analisi di contabilità analitica, piani operativi e scenari di implementazione. Il risultato sono i Quaderni tecnici del Partito Capibara, libricini che rendono pubblica la progettazione del futuro che vogliamo.

E poiché la conoscenza è un bene comune, le REPA sono aperte a tuttɜ coloro vogliano parteciparvi e i loro frutti sono liberi da copyright: chiunque può usarli, modificarli, promuoverli in autonomia. Perché il futuro si costruisce insieme, con la massima precisione, fin nei minimi dettagli.
 

Un Partito-Flottilla per speronare il Parlamento

C’è però un problema: i partiti tradiscono. Sono istituzioni sedentarie, burocratiche, gerarchiche, strutture che sembrano portare il tradimento nel loro stesso DNA. Nel linguaggio della filosofia deleuziana, sono territorializzazioni rigide che codificano il libero fluire dei processi desideranti che le attraversano. Invece di essere canali per lo sviluppo dei flussi, finiscono per soffocarli. Secondo Michels i partiti sono intrinsecamente burocratici, e nella loro struttura burocratica risiede, inevitabile, il germe di un futuro tradimento: col tempo, si assopiscono in automatismi meccanici che li allontanano dagli scopi per cui erano nati.

Il Partito Capibara non nasce nell'ingenuità, ma nella piena coscienza di questi pericoli. Per questo non siamo un partito tradizionale, costruito dall'alto, fondato sul meccanismo della delega e sulle storture della democrazia rappresentativa. Siamo un tentativo ambizioso e sperimentale. Non siamo un'avanguardia che si sostituisce al movimento: siamo uno strumento del movimento. Vogliamo costruire un social movement party, un partito che aggredisce la cabina di comando del potere. Un partito-flottilla.

Cosa significa? Significa che il Partito Capibara è un vascello su cui far salire militanti che da sempre lottano per un mondo libero, con l’obiettivo di lanciarlɜ drittɜ contro il cuore del sistema. Significa concepire la flottilla come una pratica militante: alla stregua del film Mad Max, la flottilla inverte la logica della resistenzialità e della difesa, gira il volante e si dirige dritta contro la testa del nemico. Da un certo punto di vista, è la stessa strategia utilizzata da Sciopione l’Africano per sconfiggere Cartagine, quando Roma stava perdendo: abbandonare la difesa e puntare alla cabina di comando dell’avversario.

Il partito-flottilla è una strategia di attacco. Un'incursione istituzionale messa al servizio del movimento, con il movimento. Di fronte ai cataclismi del presente, al collasso ecologico, le guerre, la repressione e il crollo delle nostre democrazie, è una pratica militante d’assalto, volta a occupare il centro nevralgico del sistema: il Parlamento.

Per questo a essere candidati parlamentari, ovvero a salire sulla flottilla-partito, saranno coloro che hanno dedicato tutta la loro esistenza alla lotta: attiviste, militanti, corpi che hanno preso manganellate per difendere il bene comune. Le reti che hanno mobilitato migliaia di persone per la liberazione della Palestina sono il nostro humus. Sarà il movimento a portare la nostra voce dentro le istituzioni.

Nel 2027 ci candideremo ufficialmente ad entrare in Parlamento. Porteremo un programma in grado di trasformare significativamente la nostra vita quotidiana: gratuità universale, liberazione dal lavoro, reddito incondizionato. Non per occupare poltrone, ma per far diventare queste idee egemoni. Ma il 2027 non è un traguardo, è una tappa. Dopo aver speronato il Parlamento avvieremo un nuovo processo costituente, perché non abbiamo alcuna intenzione di adagiarci nelle logiche di un’istituzione corrotta. Sarà un processo costituente aperto, partecipato, costruito insieme e collettivamente, dal basso, che articoli una trasformazione di lungo periodo e fornisca al movimento uno strumento partitico d'assalto permanente, capace di incidere dentro e fuori le istituzioni. Un partito che non diventi mai una prigione, ma resti sempre una leva.

La nostra ambizione è chiara: essere la prima forza politica di questo Paese nel 2032. Non per replicare i tradimenti delle classiche strutture partitiche, ma per lanciare il movimento dentro la cabina di comando e trasformare tutto, con progetti di riforma ideati oltre le cornici del realismo capitalista. Il nostro obiettivo è far sì che queste rivendicazioni diventino egemoni nel dibattito pubblico, spostando la finestra di Overton fino a rendere normale ciò che oggi sembra folle. Fino al punto in cui le idee stesse non si trasformeranno in realtà. Perché un mondo diverso non è solo possibile. È già qui che aspetta solo di essere costruito. Da noi. Da te. Da tutte e tutti noi.

Benvenutɜ nel futuro.
Benvenutɜ nel Partito Capibara.
 

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